Prestiti a protestati: senza busta paga, autonomi e cambializzati

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L’evoluzione nonché l’innovazione finanziaria ha operato negli ultimi anni anche nell’ambito delle nuove forme di accesso al credito. In un contesto economico tuttavia non semplice, l’obiettivo di garantire una certa facilità per tutti i soggetti di poter prendere a prestito somme di denaro, ha portato gli istituti finanziari a predisporre nuove misure e strumenti adeguati proprio a tal fine. In particolare, i prestiti a protestati o cattivi pagatori, rappresenta una fetta importante proprio di tale innovazione.

C’è da sottolineare come il contesto normativo ha sicuramente aiutato il settore dei prestiti e finanziamenti, con importanti innovazioni soprattutto per quanto riguarda l’accesso alla formula della cessione del quinto.

Andando per ordine, un soggetto viene definito “protestato”, dal momento che lo stesso abbia avuto ritardi o mancamenti nei pagamenti. Il protesto avviene in seguito al mancato pagamento di un assegno o cambiale ad un privato oppure una banca, solitamente per mancanza di fondi. Qualora il pagamento non possa essere evaso, l’assegno o la cambiale vengono consegnati ad un notaio, il quale si occuperà del recupero crediti anche per tramite dell’autorità giudiziaria.

La condizione di cattivo pagatore, invece, si attiva nel momento in cui si registrino dei ritardi costanti e progressivi nel pagare le rate di un mutuo, prestito oppure di una cambiale in corso.

Fatta questa premessa, si intende che il soggetto può avere accesso ai prestiti a protestati o chiudendo tutti i contenziosi in essere, procedura tuttavia nel complesso lunga e di non facile soluzione, oppure dimostrando la sussistenza di un reddito constante nel tempo generato da un contratto di lavoro dipendente a tempo indeterminato, avere nuovo accesso al credito tramite la formula della cessione del quinto.

Infatti, anche qualora il soggetto sia classificato come protestato o cattivo pagatore, lo stesso può richiedere tranquillamente un finanziamento mettendo direttamente a garanzia la propria busta paga. Le rate per il prestito a protestati così formulato, sarà pagato direttamente per tramite ritenute sullo stipendio o salario del richiedente, senza che esso sia obbligato ad adempiere in prima persona al pagamento delle rate stabilite, rimanendo in capo al datore di lavoro l’obbligo di garantire il versamento di quanto pattuito all’ente finanziatore.

 

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